{"id":6144,"date":"2023-12-17T18:27:59","date_gmt":"2023-12-17T17:27:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alpbach.bz.it\/?p=6144"},"modified":"2023-12-17T18:28:45","modified_gmt":"2023-12-17T17:28:45","slug":"efa23-diary-greta-sophia-lampis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alpbach.bz.it\/it\/efa23-diary-greta-sophia-lampis\/","title":{"rendered":"EFA23 diary: Greta Sophia Lampis"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><a href=\"https:\/\/www.alpbach.bz.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG-20230902-WA0016.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.alpbach.bz.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG-20230902-WA0016-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6146\" srcset=\"https:\/\/www.alpbach.bz.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG-20230902-WA0016-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.alpbach.bz.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG-20230902-WA0016-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.alpbach.bz.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG-20230902-WA0016-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.alpbach.bz.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG-20230902-WA0016.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Scrittura creativa e IA generativa<\/p>\n\n\n\n<p>Il Forum Europeo Alpbach \u00e8 stato un evento di contrasti. Per quindici giorni mi sono sentita fuori dal mondo, isolata tra le montagne del Tirolo, le case tradizionali in legno e i gerani, ma allo stesso tempo gettata in una vita frenetica, circondata da persone provenienti da tutte le parti del mondo, risucchiata da un programma fittissimo di seminari, workshop, conferenze e occasioni sociali. Ho avuto l\u2019impressione di trovarmi in una bolla che si agita all\u2019interno, mentre intorno tutto \u00e8 calmo. Proprio questi contrasti hanno reso l\u2019esperienza interessante e mi hanno permesso di trovare il mio equilibrio tra la calma della natura e la frenesia del Forum.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella prima settimana ognuno ha potuto scegliere un seminario mattutino e uno pomeridiano che avrebbe seguito per sei giorni. La seconda settimana ha ospitato invece conferenze e laboratori con accademici, politici, scienziati e premi Nobel.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche all\u2019interno del Forum ho apprezzato il contrasto e la complementarit\u00e0 inaspettata dei seminari scelti. Le sessioni mattutine erano dedicate all\u2019intelligenza artificiale e le sue implicazioni etiche, legali e sociali. La diffusione di queste tecnologie solleva nuove sfide e preoccupazioni che vanno ben oltre le questioni tecniche ed informatiche, ma riguardano aspetti fondamentali del nostro vivere in societ\u00e0, come la responsabilit\u00e0, l\u2019equit\u00e0, la trasparenza, la privacy, la tutela dei diritti umani, la disinformazione e il diritto d\u2019autore. I rischi legati all\u2019intelligenza artificiali sono problematiche sostanzialmente preesistenti, che vengono per\u00f2 amplificate in modo massiccio dalla potenza delle nuove tecnologie. Per affrontare queste sfide \u00e8 necessario, pertanto, un approccio multidisciplinare che metta in dialogo l\u2019informatica, la statistica, la robotica con l\u2019etica, il diritto e le scienze sociali fin dalla fase di progettazione di tali sistemi e durante l\u2019intero il ciclo di vita. Questo \u00e8 stato l\u2019approccio del seminario, tenuto da Peter Knees, professore associato della Technische Universit\u00e4t Wien e Aloisia W\u00f6rgetter, rappresentante permanete dell\u2019Austria presso il Consiglio d\u2019Europa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il dibattito intorno all\u2019intelligenza artificiale \u00e8 esploso nell\u2019ultimo anno con il rilascio di Chat GPT. Ci\u00f2 che il chat bot di OpenAI e i suoi simili hanno fatto, spiega il Prof. Knees, \u00e8 mostrare al grande pubblico le potenzialit\u00e0 dell\u2019intelligenza artificiale e creare talvolta un senso di umiliazione in scrittori, poeti e artisti dimostrando come un algoritmo sia capace di produrre testi, poesie e immagini \u201ccarine\u201d.&nbsp; Si insinua una sorta di vergogna prometeica, per usare le parole del filosofo G\u00fcnther Anders.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bench\u00e9 l\u2019intelligenza artificiale sia uno strumento straordinariamente utile e potente, non credo che per ora una tale \u201cvergogna\u201d sia giustificata. Ne ho avuto conferma nel seminario pomeridiano di scrittura creativa, tenuto da Lucy English, professoressa alla Bath Spa University. Proprio in un mondo caratterizzato dal rapido avanzamento dell\u2019IA, il seminario si proponeva di esplorare i benefici della scrittura creativa come mezzo per sperimentare, sviluppare fiducia, trovare fluidit\u00e0 nelle le parole e indagare se stessi attraverso l\u2019espressione verbale. Chiudete gli occhi, immaginate l\u2019ultimo posto dove vi siete sentiti completamente voi stessi, ricordate cosa avete visto, ricordate gli odori, i rumori e le sensazioni tattili, riaprite gli occhi e trascrivete tutto su carta. Ora condividete il vostro testo sdolcinato e possibilmente in un inglese sgrammaticato con dei perfetti sconosciuti, che fino a pochi minuti prima si sono confrontati il curriculum e hanno scansionato i codici QR presenti sui propri <em>badge<\/em> per connettersi attraverso l\u2019applicazione del Forum Europeo Alpbach e darsi un voto a vicenda, da una a cinque stelle.&nbsp; Grazie a esercizi simili, questo seminario ha creato un\u2019atmosfera completamente diversa rispetto al resto del Forum: ha permesso di avere alcuni momenti di solitudine e di silenzio, molto rari durante la manifestazione, in cui fare introspezione e cercare di scrivere liberamente senza imposizioni formali. A questi si sono alternati momenti di condivisione in gruppo, volti a superare la paura di leggere ad alta voce i propri pensieri. In questo modo sono nate delle conversazioni pi\u00f9 oneste e insolite. Quella che pu\u00f2 sembrare un\u2019oasi di pace \u00e8 in realt\u00e0 anche un faticoso tentativo di uscire dalla propria zona di comfort, di restare soli con i propri pensieri e poi esporsi agli altri. Questo tipo di apertura e di condivisione di esperienze, talvolta personali, aiuta a rendersi conto che dietro a ogni curriculum brillante c\u2019\u00e8 una persona come tante, con ansie, paure, ambizioni e speranze. Questo \u00e8 anche l\u2019elemento che credo differenzi la creativit\u00e0 umana dall\u2019intelligenza artificiale: leggendo alcune storie o poesie ritroviamo persone con le nostre stesse difficolt\u00e0, con le nostre stesse paure, che hanno vissuto esperienze e hanno provato emozioni simili alle nostre, ma sono riuscite ad esprimerle in un linguaggio in grado di scuoterci di dirci qualcosa in pi\u00f9 su quell\u2019esperienza. L\u2019intelligenza artificiale per ora invece produce testi \u201ccarini\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da Alpbach mi porto a casa la bellezza delle persone incontrate nella loro diversit\u00e0, intelligenti, ambiziose, desiderose di avere un impatto positivo sul mondo, ma allo stesso tempo piene dubbi, domande e in cerca della loro strada.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrittura creativa e IA generativa Il Forum Europeo Alpbach \u00e8 stato un evento di contrasti. 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